Questa è la chiocciola del lato turbina Twin-scroll:
| | Il disegno della chiocciola della turbina è realizzato in modo tale che sia mantenuto costante il rapporto A/R. A/R: rapporto, espresso in millimetri, tra l’area di ingresso dell’orifizio nella chiocciola (A) ed il raggio della chiocciola stessa (R). |
Tale scelta è dovuta all’aumento della quantità dei gas di scarico che vengono evacuati al salire dei giri, se la chiocciola non garantisce un corretto deflusso la turbina può andare in stallo e provocare un surriscaldamento del motore portando conseguenti detonazioni. Proprio queste ultime sono la causa principale di molte rotture di propulsori turbocompressi.
Con esso si riesce a comprendere il campo operativo della turbina. Con rapporti elevati (intorno e superiore a 1) la turbina girerà lentamente dato la possibilità di sfruttare un numero di giri maggiore rispetto ad una con un valore piccolo che gira ad un velocità maggiore e, di conseguenza, una rapido incremento delle pressioni (in un motore stradale il valore è intorno ai 0.5).
Un incremento di tale rapporto, a parità di condizioni di pressione, provoca una diminuzione della contropressione allo scarico la quale determina una maggiore potenza ma come disagio si avrà una risposta fiacca ai regimi bassi. Tale funzionamento è dovuto all’aumento della sezione di passaggio dei gas di scarico e ad un conseguente loro rallentamento. Mantenendo costante R, un rapporto A/R minore determina un comportamento migliore ai bassi regimi, un’accelerazione maggiore della turbina, un regime più elevato del turbocompressore.
Questa è la girante turbina con alberino di collegamento:
| | L’alberino di collegamento può essere lavorato tramite asportazione del materiale. In questo modo di riesce a diminuire il momento di inerzia e garantendo un turbo-lag minore. Effettuata l’operazione di alleggerimento si deve eseguire un riporto al cromo duro e successivamente una lappatura, ciò garantirà il ripristino della durezza e della finitura. Può essere costruito in Marangin amagnetico MAR-247 che garantisce un’ottima resistenza anche a temperature oltre i 1000° C, inoltre non genera campo magnetico alle alte velocità. |
Un altro materiale utilizzato è il Titanio, leggero e resistente. Unitamente a questi due vi è l’ Inkenel 718 che ha un’ ottimo rapporto prezzo- prestazioni, permette di avere eccellenti caratteristiche meccaniche e un’alta resistenza alla torsione e all’usura. Un altro materiale che si sta studiando è la CERAMICA che, grazie all’entità del legame ionico-covalente tra gli atomi, presenta una grande resistenza al calore e all’attacco di agenti chimici. Inoltre tale materiale non richiede neppure una lubrificazione diffusa. Il grande problema della ceramica è da ricercarsi nei costi di realizzazione elevati e al non eccellente nella resistenza all’affaticamento. Comunque sono già presenti sul mercato molte turbine che montano alberini di collegamento in ceramica.
Chiocciola lato compressore:
| | L’alberino di collegamento può essere lavorato tramite asportazione del materiale. In questo modo di riesce a diminuire il momento di inerzia e garantendo un turbo-lag minore. Effettuata l’operazione di alleggerimento si deve eseguire un riporto al cromo duro e successivamente una lappatura, ciò garantirà il ripristino della durezza e della finitura. Può essere costruito in Marangin amagnetico MAR-247 che garantisce un’ottima resistenza anche a temperature oltre i 1000° C, inoltre non genera campo magnetico alle alte velocità. |
Per evitare un eccessivo gradiente di pressione (ovvero un incremento troppo brusco)che porta ad un contemporaneo aumento della temperatura dell’aria con tutti i problemi annessi, la chiocciola deve garantire un aumento graduale della pressione e una rapida evacuazione dell’aria senza attriti e resistenze. Il sistema di produzione delle turbine, genera una tolleranza di lavorazione. Questo lo si può notare misurando lo spessore di uscita in una turbina, può essere di 3-4mm con una tolleranza del 5% in più. Tale valore è lo stesso che esiste nell’ aumento d’aria e con essa anche alla potenza ottenibile. Un intervento che può essere eseguito è l’ eliminazione di ogni possibile sbavatura di fusione.
Sulla chiocciola possono essere eseguiti alcune lavorazioni per garantire un miglior rendimento a tutti i regimi. intervento viene eseguito mediante lucidatura dei piatti e modificando le altezze delle volute e dei disegni dei diffusori. Ovviamente, a causa della delicatezza dell’intervento, il lavoro deve essere fatto da un esperto onde evitare la distruzione del turbocompressore a causa dell’allungamento dei materiali a caldo (DILATAZIONE TERMICA).
Un altro intervento da poter eseguire sulla chiocciola del compressore è quella di ottimizzare l’ingresso dell’aria allargando la parte esterna ed eliminando salti indesiderati di sezione, oppure sbavature di fusione. Modificando il diametro esso lo si deve raccordare con l’interno stando attenti nel garantire una curva il più dolce possibile fino al punto in cui lavora la turbina. (orientativamente non si dovrebbero superare i 5°).
Un’altra operazione che garantisce ottimi risultati è l’adeguamento del raccordo fra il tubo ed il corpo aspirante. La lucidatura, a specchio, dell’intera superficie interna partendo dalla faccia che delimita la turbina.
Gruppo girante turbo-alberino-girante compressore:
| | Viene anche chiamato CORE-ASSY, esso può essere modificato a livello di bronzine, di passaggio d’olio (dell’acqua) e di anello di spallamento. Le bronzine possono essere sostituite con altre più grandi e costruite in materiale migliore (ceramica o sostituite, se possibile, con altre volventi). L’anello di spallamento è in lega e tiene in posizione l’alberino del lato scarico, solitamente sono a 270° e spesso viene sostituito con uno a 360°, per garantire il massimo rendimento agli alti regimi di rotazione. Un altro compito di tale anello è di mantenere lo scuotimento dell’alberino. |
La girante del compressore generalmente è in lega di alluminio, ha circa 14-15 pale (spesso a bordi di ingresso alternativamente accorciati, dette a “FALSE PALE”) se le dimensioni sono nell’ordine dei 50-60mm ( dimensioni utilizzate per i veicoli commerciali). Vi è un certo rapporto tra la il numero di pale e il diametro della girante, dato molto importante che determina la velocità di entrata a regime del compressore, visto che più è il numero delle pale e maggiore è il diametro, più energia dovrà essere fornita per vincere la loro inerzia.
Nei primi turbocompressori le palette erano ad uscita radiale, in seguito, dopo vari studi, si è passati a quelle curvate all’indietro poiché tale disegno garantiva un miglior rendimento aerodinamico.
Le varie dimensioni specifiche della girante, diametro, inclinazione delle pale. Altezza delle stesse, regime di rotazione al quale gira, messe in rapporto fra loro generano il campo operativo entro il quale dovrà svolgere il proprio lavoro l’intera turbina, oltre al rendimento. Se le pale sono inclinate troppo, superata una certa velocità producono un fenomeno di cavitazione, per cui si forma una bolla di vuoto e pertanto la ventola non riesce a spostare l’aria che rimane confinata all’interno del turbo, mentre se per il contrario, cioè le pale sono poco inclinate, spostano una quantità d’aria troppo esigua e tale da non essere sufficiente a produrre la portata e la pressione desiderata. Lo stesso problema è presente anche sul lato turbina, se l’angolo di uscita non è esatto l’aria tende a rientrare bloccando il flusso e provocando uno stallo della turbomacchina.
Con l’evoluzione dei materiali si è potuto garantire la possibilità di realizzare tali pale senza incorrere in rovinose rotture. Le giranti sono, generalmente, ottenute per microfusione mentre, in campo corsaiolo viste le elevate sollecitazioni a cui sono sottoposte, tali pezzi vengono realizzati tramite lavorazioni dal pieno. Quest’ultimo tipo di fabbricazione garantisce una maggiore resistenza strutturale alle sollecitazioni.
| | La girante lato turbina essendo costruita in materiali pesanti (Nimonic, Inconel, ecc) è la più responsabile del turbo-lag, per questo motivo il progetto sacrifica molto il rendimento a favore di una bassa inerzia. Le turbine hanno un diametro piccolo e un disco fortemente intagliato (“FESTONATO”) tra una pala e l’altra, in modo da ridurre al massimo il momento di inerzia. In questo modo si ha la garanzia di abbassare il turbo-lag. Unitamente a tale metodo si è intrapresa un’altra strada: quella di costruire le turbine in ceramica leggere e refrattarie. |
Boccola di contenimento cuscinetti:
| | Essa viene raffreddata tramite olio del motore. |
| | In questo spaccato possibile vedere il doppio raffreddamento tramite olio ed acqua, unitamente al circuito di passaggio: |
Sistema a cuscinetti:
| | I cuscinetti hanno il compito di tenere in asse l’alberino e devono, allo stesso tempo, garantire il minor attrito possibile. Il sistema più utilizzato dai costruttori è quello della bronzina galleggiante, in cui la bronzina è avvolta intorno all’asse con un certa tolleranza, ma esiste un gioco anche intorno alla stessa. Quando l’olio entra in turbina sotto pressione, avvolge sia l’interno che l’esterno della bronzina, facendola galleggiare unitamente all’alberino all’interno del corpo turbocompressore. |
| | In questo modo si garantisce una maggiore risposta del turbo ed uno smaltimento maggiore del calore che si accumula sull’alberino e sulla bronzina. Esistono due tipi di cuscinetti: a trascinamento, volventi. Un altro materiale con cui vengono prodotti tali elementi è la ceramica che conferisce grandi doti di leggerezza e un minor attrito garantendo un turbolag ridotto. Da questo spaccato potete osservare sia l’utilizzo di cuscinetti volventi che il sistema di raffreddamento tramite l’acqua: |
FUNZIONAMENTO
Qui di seguito si può osservare un ciclo di un motore sovralimentato mediante turbocompressore:
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I turbocompressori devono il loro nome al fatto che sono costituiti da un compressore azionato da una turbina a sua volta mossa dai gas di scarico del motore. I turbocompressori utilizzati nelle auto sono di tipo radiale e centrifugo, ovvero con flusso d’aria si muove verso la parte esterna della girante, secondo una traiettoria perpendicolare all’asse di rotazione. L’aria esterna viene aspirata tramite tubazioni e/o filtro, dalla bocca di presa del lato compressore e viene centrifugata per effetto della rotazione della girante. Quest’ultimo componente presenta delle palette curvate verso l’interno ed è realizzata in lega di alluminio, per microfusione.
| | Il compito della turbina è quello di trasformare l’energia termocinetica dei gas di scarico in energia meccanica (cioè trasformare la forza che hanno i gas di scarico quando escono dalle camere in energia capace di far muovere le giranti). L’energia meccanica che proviene dalla girante turbina viene utilizzata dal compressore per aspirare e comprimere l’aria. |
Le dimensioni, le proporzioni ed i profili dei compressori e delle turbine determinano il campo operativo del turbocompressore
Come si può facilmente intuire la turbina inizia a muoversi nel momento in cui i gas di scarico iniziano ad uscire dalle camere di scoppio, ciò permette al compressore di poter aspirare l’aria attraverso il filtro. Una volta aspirata l’aria il compressore la fa centrifugare tramite le palette e la spinge verso il condotto d’uscita che la porterà verso l’intercooler. Si può capire quindi che il volume e la violenza con cui arrivano i gas combusti nella turbina determinano l’entrata in regime del turbocompressore. Dopo esser passati nella chiocciola vengono espulsi dalla girante turbina verso lo scarico.
L’aria che esce dal compressore, a causa dell’accelerazione adoperata dalla girante e per effetto del campo centrifugo, subisce una prima compressione ( con conseguente innalzamento della temperatura ). All’uscita della girante, l’aria può arrivare a 160° C (nelle applicazioni più spinte). La compressione prosegue nel diffusore, che ha il compito di trasformare in pressione l’elevata energia cinetica che l’aria possiede all’ uscita della girante ( il diffusore è la parte che collega la voluta alla girante del compressore ). In tale fase l’aria può arrivare fino a 300° . L’aria poi passa nella VOLUTA (condotto che serve a raccogliere l’aria ed inviarla verso l’uscita della chiocciola), per poi dirigersi verso l’intercooler.
Vista di una turbina
| | Un’importante dispositivo che svolge il compito di tenere sotto controllo la pressione del turbocompressore e la valvola WASTEGATE. Essa è posizionata sul corpo di scarico del turbocompressore e compie il suo lavoro evacuando parte dei gas prodotti dalla combustione verso il tubo di scarico senza passare per la girante turbina. In passato questi dispositivi erano azionati meccanicamente, oggi sono comandati elettronicamente e riescono di gestire in modo più ampio e accurato la turbina. |
| | L’aria in uscita dal compressore, a causa della compressione che riceve, aumenta la sua temperatura andando ad influire negativamente sul rendimento del motore fino ad arrivare, in casi eccessivi, a creare delle detonazioni o delle preaccensioni. Per prevenire questi disastrosi inconvenienti viene montato un INTERCOOLER ( un radiatore aria-aria o aria-acqua ) che ha il compito di abbassare la temperatura prima che l'aria raggiunga il corpo farfallato. Bisogna tenere presente che il motore turbo soffre più di ogni altro l’aumento della temperatura a causa dell’elevato calore prodotto. Per rendersi conto di ciò basta considerare che l’aria in uscita dalla chiocciola del compressore arriva a temperature prossime ai 160° C vanificando gli sforzi fatti per guadagnare cavalli. L’intercooler, come scritto prima, ha il compito di cercare di abbassare tale temperatura fino ai 50-60° C che può essere accettata se vi sono forti pressioni. A titolo informativo un’auto per dare il massimo in termini prestazionali deve aspirare l’aria a temperature di 20°-25° C (ciò vale sia per motori turbo sia per quelli aspirati). |
Ed inoltre ad ogni abbassamento di 10°C si otterrà un aumento della potenza di 3cv
| | Oltre ai citati intercooler aria-aria esistono anche quelli aria-acqua. Una delle differenze che spesso fa decidere su quale poter sfruttare risiede nelle esigenze del pilota, infatti mentre quelli aria-aria garantiscono maggior efficienza alle alte velocità (a causa della maggiore aria che investe la superficie alettata) quelli aria-acqua garantiscono ottimi risultati alle basse velocità e hanno una perdita di carico inferiore. Questa ultima caratteristica, unita alle dimensioni nettamente minori (e quindi ad un minor peso), li fanno degli ottimi partner per le gare di accelerazione dove le velocità elevate vengono percorse per tratti molto brevi. |
Il sistema aria-acqua, grazie alla minor perdita di carico, permette di avere una maggiore risposta quando si apre l’acceleratore ed inoltre, permette di abbassare la zona di turbolag.
Un’altro vantaggio che l’acqua porta con sé è dato dalla possibilità di avere una minor temperatura dell’aria anche durante le stagioni calde, fattore da non sottovalutare poiché i motori turbo soffrono più degli altri le variazioni climatiche!
| | Un nuovo sistema per controllare a proprio piacimento il valore di pressione raggiungibile e i tempi di intervento della sovrapressione, è il SUPERPICCO. E’ è un dispositivo che dialoga con la centralina e permette di modificare ,in base alle esigenze, i parametri per personalizzare l’elaborazione. Se si vuole una forte sovrapressione, la si può ottenere a qualsiasi regime in modo da evitare innalzamenti di temperature che invece si verificherebbero a 6000 giri, ciò permette di ottenere il massimo possibile in fatto di prestazioni senza però mettere a rischio l’integrità del motore. Questo poiché in alcuni casi gli iniettori a 6000 giri potrebbero non riuscire a fornire il necessario flusso di carburante generando uno smagrimento tale da far bucare in un attimo i pistoni. |
Tali problemi non sussistono a regimi inferiori ai 6000 giri quindi si può fruttare il Superpicco in modo da aumentare la pressione solo in un determinato range di giri. Un’ulteriore vantaggio che tale dispositivo concede è allungare il tempo di discesa dalla pressione di picco fino a quella di regime.
L’OVERBOOST (un dispositivo che può essere sia manuale che meccanico)ha la funzione di ingannare la wastegate per un determinato lasso di tempo. In questo periodo può essere mantenuto il valore di picco (pressione massima) per un tempo prestabilito in modo da avere un surplus di cavalli
solo nel momento di reale necessità. Concluso tale periodo la wastegate riprende il suo funzionamento facendo ritornare le pressioni ai livelli originali. Tale dispositivo può essere manuale e ciò permette al guidatore di poter disporre di un surplus di cavalli per tutto il tempo che reputa necessario. Il controllo avviene tramite degli interruttori posti all’interno dell’abitacolo.
QUI DI SEGUITO POTRETE TROVARE DELLE FOTO DI ALCUNI TURBOCOMPRESSORI:
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| Altri tipi di turbocompressori: |
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| TURBOCOMPRESSORI THUMPER Thumper series: T88: 88mm di diametro della girante e una capacità fino a 1200cv | |
| BANG BANG | |
| SISTEMA TWIN SCROLL | |
| | Dalla terza immagine invece si può vedere il funzionamento del sistema e la accordatura dei vari collettori di scarico: |
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| II | |
| RENDIMENTI DEL TURBOCOMPRESSORE LINEA DI POMPAGGIO | |

























n queste turbine, come ad esempio la validissima Garrett GT1749V montata sulle golf TDI 115-130-150 cv ) vi è una corona sulla quale sono imperniate le palette orientabili e comandate da un attuatore pneumatico (o da un motore elettrico) per gestire l’efficienza della sovralimentazione. Tali palette vengono orientate in base ai giri del motore: ai bassi regimi le palette vengono rivolte verso l’esterno in modo da poter indirizzare il flusso dei gas di scarico verso la parte più esterna della girante. Inoltre la sezione di passaggio è ridotta dalle palette per aumentare la velocità di percorrenza dei gas. All’aumentare dei giri l’assetto delle palette cambia in modo che il loro orientamento determini un aumento della sezione di passaggi per indirizzare il flusso verso il centro della girante.